La storia

Come cominciĆ² a ... Santa Chiara

E’ necessaria una premessa di carattere storico che motiva il perché della presenza dei Giuseppini a Canelli e del nome S. Chiara con il quale si identifica il complesso della Casa religiosa e della successiva istituzione della parrocchia. Non tutti sanno dov’è la parrocchia del S. Cuore, ma tutti sanno indicare dov’è S. Chiara. Ancor oggi, persone che inviano posta, la indirizzano alla parrocchia di S. Chiara. Per i ragazzini di una volta questo luogo era il campo dei loro giochi, l’ambiente del dopo-scuola, la sede scout, la chiesa dove di trovava sempre un sacerdote per chiacchierare.

Tutto cominciò... quando “ Nel 1892, Don Francesco Sacchero (canellese), nominò Mons. Marello, fondatore della Congregazione dei Giuseppini  e vescovo di Acqui in quegli anni e don Cortona superiore della Casa Madre di Asti, eredi universali affinché istituissero un’opera a scopo benefico.

Fu scelto il terreno, appartenente a Don Sacchero, situato oltre il torrente Belbo lungo la strada che unisce Canelli a Cassinasco. Nel 1903 iniziò la costruzione dell’orfanatrofio maschile a cui fu in seguito unito un convitto.

Nel 1917 fu requisito ad uso militare, il sotterraneo della Casa che era adibito a teatrino. Durante la guerra ’16-’18, la Ditta Zoppa fece distribuire ai poveri una minestra e nelle feste una pietanza con pane e vino.

Gli orfani diminuirono e furono ospitati, nella Casa di Canelli, i Probandi, ossia giovani aspiranti alla vita religiosa: è avviato il Ginnasio Superiore della Congregazione.

Nel salone attuale (ormai da alcuni decenni trasformato in tre sale di cui una adibita a Cappella invernale), al primo piano, era situata la Cappella, ma ben presto si sentì la necessità di una vera e propria chiesa che servisse non solo agli studenti sacerdoti, ma anche alla popolazione limitrofa che aveva notevoli difficoltà a raggiungere la parrocchia di S. Tommaso.

Nel 1932, con la benedizione del Papa Pio XI, comunicata dal Cardinale Pacelli, poi Papa Pio XII, con l’approvazione del Vescovo di Acqui, Mons. L. Delponte, e del Parroco di S. Tommaso, Don Carlo Benazzo, si avviò l’iter per la costruzione della chiesa del S. Cuore (a Canelli più conosciuta come S. Chiara perché voluta dai Giuseppini, la cui Casa Madre di Asti era sita nell’antico convento di S. Chiara).

La prima notizia ufficiale fu data il 10 gennaio 1932 e si affidò l’incarico di preparare il progetto al Canonico Prof. Alessandro Thea. Il 6 agosto 1933 iniziarono i lavori commissionati all’impresa di Carlo Torchio. Promotore e guida dei suddetti fu P. Simone Marsero che non vide l’opera compiuta essendo morto un mese prima dell’inaugurazione avvenuta il 16 giugno 1935.

Dal 1947 al 1960, il complesso religioso, ospitò lo Studentato filosofico della Congregazione e poi  sede della scuola preparatoria.

Con l’accresciuta popolazione urbana, si sentì la necessità di aumentare le parrocchie di Canelli ed il 15 ottobre 1977, Mons. Moizo, Vescovo di Acqui, decretò l’istituzione della parrocchia del S. Cuore ed il 27 novembre dello stesso anno presentò alla popolazione P. Francesco Paiuzza, primo parroco".